Bonus, agevolazioni e incentivi per ristrutturazione e riqualificazione energetica

Oggi esistono numerosi Bonus fiscali per la ristrutturazione o riqualificazione energetica di un immobile. Quale Bonus è possibile utilizzare dipende da vari fattori come chi può usufruirne e la tipologia dei lavori effettuati. Per ogni intervento è possibile accedere a una sola di queste misure, ma possono essere abbinate tra loro se destinate a diversi interventi di una ristrutturazione più complessa. In questi casi conoscere bene i requisiti per ottenerli e scegliere quello giusto può comportare risparmi considerevoli. Tra i vari incentivi cambiano le percentuali detraibili, i tetti massimi di spesa e la possibilità o no di servirsi della cessione del credito.

ARTICOLO AGGIORNATO SECONDO DL RILANCIO

I principali incentivi fiscali attualmente presenti sono:

  • EcoBonus 110% - Decreto Rilancio
  • EcoBonus
  • SismaBonus
  • Bonus Facciate
  • Bonus Casa
  • Cessione del credito

Per ulteriori informazioni relative ai possibili interventi di riqualificazione energetica sul proprio immobile e/o condominio, clicca qui.

EcoBonus 110% - DL Rilancio

Il decreto Rilancio introduce la super agevolazione EcoBonus 110% da detrarre in 5 quote annuali per tre tipologie di intervento principale:

  • Isolamento termico delle murature esterne, coperture (orizzontali o inclinate), solai verso esterno (pilotis), controterra o verso locali non riscaldati. È necessario che l’intervento superi il 25% della superficie disperdente lorda.
  • Sostituzione impianto centralizzato nei condomini con caldaia a condensazione o a pompa di calore, compresi impianti ibridi o geotermici.
  • Sostituzione impianto su edifici unifamiliari o unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti con uno o più accessi autonomi dall’esterno con caldaia a condensazione, pompa di calore, compresi impianti ibridi o geotermici.
Tabella interventi Ecobonus

L'applicazione di uno o più di questi interventi appena esposti insieme con l'eventuale impianto fotovoltaico ed accumulo ed eventuali interventi di efficientamento anche su parti private devono concorrere a migliorare la prestazione energetica dell'edificio di almeno due classi energetiche. Tale miglioramento deve essere dimostrato mediante l'attestato di prestazione energetica A.P.E.

Le spese oggetto di detrazione devono rispettare dei limiti massimi di spesa sia per categoria d’intervento, sia per elemento costruttivo che per singola lavorazione secondo prezziari prestabiliti.

Il tecnico professionista incaricato o il direttore dei lavori dovrà produrre un’asseverazione da presentare all’ENEA per attestare il salto delle due classi energetiche, il rispetto di tutti i requisiti in tema di risparmio energetico e il rispetto dei massimali di spesa.

Nel caso di cessione del credito o sconto in fattura, per le spese deve esserci il cosiddetto “visto di conformità” redatto da professionisti abilitati secondo il Dlgs 241/1997 come i Caf.

Nel caso di coibentazione, per usufruire del 110%, i materiali isolanti utilizzati devono rispettare dei parametri detti CAM (Criteri Ambientali Minimi). Sono ammessi all’agevolazione 110% anche gli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio.

Il MiSE ha pubblicato due decreti attuativi con riportate indicazioni sulle asseverazioni tecniche, sui massimali di spesa e sui requisiti tecnici minimi per usufruire dell’EcoBonus al 110%.

Trovate qui il link con il Decreto Asseverazioni e la modulistica di riferimento, mentre qui il link del Decreto Requisiti Tecnici Minimi

L'incentivo è previsto fino al 31 dicembre 2021 per i seguenti soggetti:

  • condomìni
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari
  • dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) o che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  • dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci
  • dalle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus); dalle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383.

Così come indicato nella guida dell’Agenzia delle Entrate e secondo quanto riportato nella Risoluzione n. 34 del 25 giugno 2020, i titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nell’ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni. Quest’ultimi restano invece esclusi dal bonus 110 nel caso di interventi su parti private.

In riferimento alle persone fisiche, la detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. Si tratta, in particolare, del proprietario, del nudo proprietario o del titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), del detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

Le persone fisiche possono usufruire dell’EcoBonus 110% per un massimo di due unità immobiliari (al più degli interventi sulle parti comuni o per l’applicazione del SismaBonus). Sono escluse le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici)

Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al comma 1 siano impediti da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi EcoBonus, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti DL Rilancio, fermo restando il miglioramento delle due classi energetiche.

Gli interventi di efficientamento energetico trainati al 110

L'aliquota del superbonus 110% viene applicata anche a tutti gli interventi tradizionali EcoBonus (50-65%), anche su parti private in condominio, quando vengono effettuati contestualmente ad uno dei tre interventi trainanti EcoBonus DL Rilancio. Vengono inoltre trainati al 110% anche l’installazione di impianti fotovoltaici (compresa l’installazione di batterie di accumulo), e le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Fotovoltaico

Con le novità introdotte dal DL Rilancio anche gli impianti fotovoltaici ed i relativi sistemi di accumulo sono incentivati con l'aliquota del 110%. Tale agevolazione è concessa soltanto se eseguita in abbinamento con uno dei tre interventi previsti nel DL Rilancio. Inoltre tale agevolazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia elettrica non autoconsumata. Tale intervento concorre all'ottenimento di un indice di prestazione energetica migliore e di conseguenza di migliorare la classe energetica.

Il limite massimo di spesa in questo caso è pari a 48000 € (comprensivo di eventuali batterie di accumulo) e comunque non oltre 2400 €/kWp per i pannelli fotovoltaici (ridotto a 1600 €/kWp in caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380) e non oltre a 1000 €/kWh di capacità per le batterie di accumulo.

Colonnine di ricarica auto elettriche

Come per il fotovoltaico il DL Rilancio estende l'aliquota del 110% anche all'installazione delle colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli. Tale agevolazione è concessa soltanto se eseguita in abbinamento con uno dei tre interventi previsti nel DL Rilancio. Inoltre tale agevolazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia elettrica non autoconsumata.

EcoBonus

L’EcoBonus è rivolto a chi sostiene le spese per interventi di riqualificazione energetica, seguendo il criterio di cassa, per i seguenti soggetti:

  • i titolari dell’immobile
  • i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni
  • gli inquilini
  • coloro che hanno l’immobile in comodato
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • Per usufruire dell’EcoBonus è obbligatorio, entro 90 giorni dalla fine lavori, fare una trasmissione per via telematica tramite il portale ENEA dedicato (https://detrazionifiscali.enea.it/), senza la quale si potrebbero perdere i benefici fiscali.

    L’unità immobiliare deve essere esistente, ossia accatastata o con richiesta di accatastamento in corso e dotato di un impianto termico. L’EcoBonus NON si applica agli ampliamenti e gli interventi impiantistici devono configurarsi come sostituzione e non come nuova installazione.

    La detrazione può essere applicata sia sull’IRPEF che sull’IRES ampliando i soggetti interessati, mentre le percentuali cambiano a seconda del tipo di intervento e se la riqualificazione è effettuata su scala condominiale o solo su parti private.

    I documenti necessari cambiano a seconda del tipo di intervento: molto spesso è richiesto l’APE come per l’isolamento dell’abitazione e, nel caso di interventi di coibentazione condominiale, sono richiesti gli APE dell’intero condominio (ante e post), nonché gli APE di ogni singola unità immobiliare.

    Per quali interventi?

    Su parti private gli interventi e le percentuali di detrazione sono:

    Tabella interventi parti private

    L’agevolazione, a differenza del Bonus Casa, viene calcolata come limite massimo di detrazione e non come limite massimo di spesa. Ciò significa che se ho un limite massimo di detrazione al 65% di 100 000 euro, la spesa che posso sostenere per l’EcoBonus è fino a 153 846 euro. Il limite massimo viene calcolato sempre ad unità immobiliare.

    Nel caso di interventi condominiali le percentuali sono:

    Tabella interventi parti comuni

    Per le detrazioni su parti condominiali di involucro, il limite massimo torna ad essere, come per il Bonus Casa, sulla spesa sostenuta.

    La riqualificazione condominiale diventa quella da prediligere già con le aliquote inserite nella legge di bilancio 2020.

    SismaBonus 110%

    L’agevolazione fiscale per interventi antisismici può essere applicata all’IRPEF e all’IRES, su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili ed è possibile applicare la cessione del credito.

    La detrazione prevista, prima dell'introduzione del decreto rilancio, era del 50%, calcolata su un limite massimo di spesa di 96.000€ per unità immobiliare, e andava ripartita in 5 quote annuali. Se l’intervento riduceva il rischio sismico di una classe la detrazione era pari al 70%, se lo riduceva di due o più classi la detrazione arrivava all’80%.

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Con il decreto Rilancio l'agevolazione SismaBonus sale al 110% da detrarre in 5 quote annuali sempre per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.

    Bonus Facciate

    Il Bonus Facciate è il nuovo sgravio fiscale che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali. Per averne diritto è necessario realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale.

    Condizione importante è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

    In particolare, la detrazione spetta per gli interventi:

    • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata

    • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura e i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici

    • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

    Sopra al 10% della superficie lorda disperdente d’intervento (non per la sola tinteggiatura o pulitura), per usufruire delle detrazioni al 90% è necessario isolare la muratura esterna e soddisfare i requisiti in tema di risparmio energetico.

    Con il Bonus Facciate, le spese per il cappotto termico potrebbero rientrare nella detrazione del 90% senza limiti di spese. Tale agevolazione è però esclusa per opere di coibentazione differenti e che non insistono sull’esterno della facciata, quale ad esempio l’insufflaggio.

    Sono escluse le spese effettuate per:

    interventi sulle superfici di chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

    interventi di sostituzione di vetrate, infissi, portoni e cancelli.

    A differenza delle altre detrazioni, non era consentito cedere il credito né richiedere lo sconto in fattura al fornitore che esegue gli interventi. Con il DL Rilancio la cessione del credito è possibile anche per questi interventi.

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Bonus Casa

    Con il Bonus Casa si ha la possibilità di usufruire delle seguenti agevolazioni:

    • Detrazione IRPEF pari al 50% delle spese per i lavori di ristrutturazione
    • Limite massimo di 96 000 € per unità immobiliare

    La legge di bilancio del 2020 ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 tale aliquota. Per limite massimo si intende l’importo massimo di spesa, ovvero il costo dell’intervento. Questo limite è per ogni unità immobiliare, quindi se parliamo di parti condominiali il limite massimo deve essere moltiplicato per tutte le unità oggetto di detrazione.

    L’agevolazione spetta, secondo il criterio di cassa (pagate nell’anno), a chi ne sostiene le spese e in particolare:

    • proprietari o nudi proprietari
    • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
    • locatari o comodatari
    • soci di cooperative divise e indivise
    • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
    • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir
    • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
    • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
    • il componente dell’unione civile (anche dello stesso sesso)
    • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

    Per quali interventi?

    Il Bonus Casa cambia se parliamo di lavori condominiali o lavori su parti private:

    • Manutenzione ordinaria (lavori condominiali)
    • Manutenzione straordinaria (lavori condominiali + privati)
    • Restauro e risanamento conservativo (lavori condominiali + privati)
    • Ristrutturazione edilizia (lavori condominiali + privati)

    A differenza quindi di quanto spesso si pensi, nel caso di lavori di privati, non è così immediato rientrare nel Bonus Casa. Bisogna fare attenzione se in realtà il lavoro si configura come una manutenzione ordinaria, aspetto non sempre chiaro e a volte oggetto di interpretazioni. Molto spesso deve essere associata alla detrazione anche una pratica edilizia, ma esistono casi particolari in cui non è necessaria. Un esempio di manutenzione straordinaria senza pratica edilizia per accedere al Bonus, ribadito dalla Circolare 11/E/2014 dall’Agenzia delle Entrate, è nel caso di lavori effettuati sugli impianti per ottenere un risparmio di energia e che rispondono al criterio di innovazione.

    Rientrano quindi nel Bonus gli interventi di sostituzione della caldaia con una più efficiente o l’installazione di un condizionatore a pompa di calore. Chi usufruisce del Bonus Casa inoltre, può far rientrare le spese di arredo nel Bonus Mobili con una detrazione sempre al 50% e un limite massimo di spesa di 10 000 € ad unità immobiliare.

    Il Bonus Casa si può applicare unicamente ad unità immobiliari con destinazione d’uso di tipo residenziale.

    Ricordiamo che per accedere al Bonus Casa, nel caso di interventi di efficientamento energetico, è obbligatoria la trasmissione dei dati sul sito dell’ENEA. Sebbene la trasmissione sia obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori, la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019, afferma che la mancata trasmissione all’ENEA per il Bonus Casa nei tempi previsti non pregiudica l’ottenimento della detrazione e non si va incontro a sanzioni. L’adempimento dovrà essere comunque regolarizzato anche se tardivamente. Per l’EcoBonus la trasmissione entro 90 giorni è invece tassativa e la comunicazione tardiva richiede il pagamento di una sanzione e, se fatta troppo tardi, può pregiudicare l’ottenimento del bonus.

    Trovate di seguito una guida rapida per la trasmissione e con gli interventi che rientrano in questa casistica: Guida Rapida ENEA Bonus Casa e Risparmio Energetico.

    Per ulteriori approfondimenti sul Bonus Casa invece, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Con il DL Rilancio sarà possibile applicare la cessione del credito di imposta anche al Bonus Casa

    Cessione del credito

    La cessione del credito è una procedura fiscale che permette di cedere il credito derivante dalle detrazioni, introdotta inizialmente per agevolare le persone incapienti che non avrebbero potuto beneficiare degli sgravi fiscali.

    Con l'introduzione dell'EcoBonus e del SismaBonus ed ora con il DL Rilancio è stata estesa questa facoltà di cessione a tutte le persone che effettuano gli interventi.

    l'Art.128-ter del DL Rilancio inerente la "Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito di imposta cedibile" riguarda tutti i soggetti che sostengono negli anni 2020 e 2021 spese per:

  • Recupero del patrimonio edilizio (Bonus Casa)
  • Efficienza energetica (EcoBonus)
  • Miglioramento sismico (SismaBonus)
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine di ricarica di auto elettriche
  • Invece di utilizzare direttamente il credito d'imposta il beneficiario può optare in alternativa:

    ricevere uno sconto sul corrispettivo dovuto, di pari ammontare alla spesa (100% della spesa nel caso di applicazione del DL Rilancio), dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da questo recuperato sotto forma di credito di imposta (110% della spesa) con facoltà di successiva cessione a terzi, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari

    ricevere il credito di imposta (110% della spesa) e poi cederlo successivamente a terzi, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari

    Nel caso in cui venga accertata la mancanza dei requisiti di accesso alle detrazioni ed alla loro cessione l'Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione, oltre agli interessi, nei confronti dei soggetti beneficiari della detrazione. E' quidi fondamentale affidarsi a professionisti capaci di gestire l'intervento per limitare al massimo questo rischio.

    Per maggiori informazioni non esitate a contattarci

    di e del 15/05/2020 ultimo aggiornamento del 07/09/2020

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