Bonus, agevolazioni e incentivi per ristrutturazione e riqualificazione energetica

Oggi esistono numerosi Bonus fiscali per la ristrutturazione o riqualificazione energetica di un immobile. Quale Bonus è possibile utilizzare dipende da vari fattori come chi può usufruirne e la tipologia dei lavori effettuati. Per ogni intervento è possibile accedere a una sola di queste misure, ma possono essere abbinate tra loro se destinate a diversi interventi di una ristrutturazione più complessa. In questi casi conoscere bene i requisiti per ottenerli e scegliere quello giusto può comportare risparmi considerevoli. Tra i vari incentivi cambiano, oltre che i campi di applicazione, le percentuali detraibili e i tetti massimi di spesa.

ARTICOLO AGGIORNATO SECONDO DECRETO AIUTI QUATER

I principali incentivi fiscali attualmente presenti nel campo dell'edilizia sono:

Per ulteriori informazioni relative ai possibili interventi di riqualificazione energetica sul proprio immobile e/o condominio, clicca qui.

Superbonus

Il Decreto Rilancio introduce l'agevolazione Superbonus da detrarre in 5 (4 per le spese a partire dal 2022) quote annuali.

Il Superbonus, con il Decreto Aiuti Quater e la nuova legge di Bilancio, è passato per il 2023 dal 110% al 90% a meno di casi specifici.

Rimangono con un'aliquota del 110% anche per il 2023:

  • Edifici unifamiliari o u.i. funzionalmente indipendenti con accesso autonomo fino al 30 settembre 2023 nel caso di SAL 30% effettuato entro il 30 giugno 2022
  • Condomini fino al 31 dicembre 2023 nel caso di CILAS presentata entro il 25 novembre 2022 con delibera assembleare con approvazione dei lavori in data antecedente al 25 novembre 2022 o nel caso di CILAS presentata entro il 31 dicembre 2022 con delibera assembleare con approvazione dei lavori entro il 18 novembre 2022
  • Edifici da 2 a 4 u.i. unico proprietario o in comproprietà fino al 31 dicembre 2023 nel caso di CILAS presentata entro il 25 novembre 2022
  • Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) fino al 30 giugno 2023. Scadenza posticipata al 31 dicembre 2023 se effettuati almeno il 60% dei lavori alla data del 30 giugno 2023
  • ONLUS e Associazioni di promozione sociale fino al 31 dicembre 2023 nel caso di CILAS presentata entro il 25 novembre 2022. Se sociosanitaria e assistenziale (per le categorie catastali B/1, B/2 e D/4) il 110 si applica fino al 31 dicembre 2025.

Tra i requisiti per accedere è necessario effettuare almeno uno dei seguenti interventi:

  • Isolamento termico delle murature esterne, coperture (orizzontali o inclinate), solai verso esterno (pilotis), controterra o verso locali non riscaldati. È necessario che l’intervento superi il 25% della superficie disperdente lorda.
  • Sostituzione impianto centralizzato nei condomini con caldaia a condensazione o a pompa di calore, compresi impianti ibridi o geotermici.
  • Sostituzione impianto su edifici unifamiliari o unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti con uno o più accessi autonomi dall’esterno con caldaia a condensazione, pompa di calore, compresi impianti ibridi o geotermici.
Limiti Superbonus 110

L'applicazione di uno o più di questi interventi appena esposti (con gli eventuali cosiddetti interventi trainati) devono concorrere a migliorare la prestazione energetica di almeno due classi energetiche. Tale miglioramento deve essere dimostrato mediante l'attestato di prestazione energetica A.P.E.

Consulta il nostro articolo tecnico qui per avere maggiori informazioni e chiarimenti sull'efficientamento energetico e il Superbonus.

Le spese oggetto di detrazione devono rispettare dei limiti massimi di spesa sia per categoria d’intervento, sia per singola lavorazione secondo prezzari prestabiliti.

Il tecnico professionista incaricato dovrà produrre un’asseverazione da presentare all’ENEA per attestare il salto delle due classi energetiche, il rispetto di tutti i requisiti in tema di risparmio energetico e il rispetto dei massimali di spesa.

Nel caso di cessione del credito o sconto in fattura, per le spese deve esserci il cosiddetto “visto di conformità” redatto da professionisti abilitati secondo il Dlgs 241/1997 come i Caf.

Il MiSE ha pubblicato due decreti attuativi con riportate indicazioni sulle asseverazioni tecniche, sui massimali di spesa e sui requisiti tecnici minimi per usufruire del Superbonus.

Trovate qui il link con il Decreto Asseverazioni e la modulistica di riferimento, mentre qui il link del Decreto Requisiti Tecnici Minimi.

Così come indicato nella guida dell’Agenzia delle Entrate e secondo quanto riportato nella Risoluzione n. 34 del 25 giugno 2020, i titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nell’ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni. Quest’ultimi restano invece esclusi dal Superbonus nel caso di interventi su parti private.

In riferimento alle persone fisiche, la detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. Si tratta, in particolare, del proprietario, del nudo proprietario o del titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), del detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

Le persone fisiche possono usufruire del Superbonus per un massimo di due unità immobiliari (al più degli interventi sulle parti comuni o per l’applicazione del SismaBonus). Sono escluse le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici)

Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al comma 1 siano impediti da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi EcoBonus, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti DL Rilancio, fermo restando il miglioramento delle due classi energetiche.

Gli interventi di efficientamento energetico trainati nel Superbonus

L'aliquota del Superbonus (sia essa 110% o 90%) viene applicata anche a tutti gli interventi tradizionali EcoBonus (50-65%), anche su parti private in condominio, quando vengono effettuati contestualmente ad almeno uno dei tre interventi trainanti Superbonus. Vengono inoltre trainati l’installazione di impianti fotovoltaici (compresa l’installazione di batterie di accumulo), e le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

In questo caso l'installazione di impianti fotovoltaici è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia elettrica non autoconsumata.

Il limite massimo di spesa in questo caso è pari a 48000 € per l’installazione di pannelli fotovoltaici e 48000 € per le batterie di accumulo associate (Risoluzione N. 60/E del 28/09/2020) e comunque non oltre 2400 €/kWp per i pannelli fotovoltaici (ridotto a 1600 €/kWp in caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380) e non oltre a 1000 €/kWh di capacità per le batterie di accumulo.

Come per il fotovoltaico e le batterie, il Superbonus è esteso anche per l'installazione delle colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli.

Per avere maggiori informazioni, richiedere lo studio di fattibilità Superbonus e per migliorare le prestazioni del tuo appartamento o condominio, chiamaci o invia un form dalla nostra pagina contatti.

Consulta il nostro articolo tecnico sul Superbonus per ulteriori informazioni, chiarimenti. L'articolo è in continuo aggiornamento con le ultime novità.

EcoBonus

L’EcoBonus è rivolto a chi sostiene le spese per interventi di riqualificazione energetica, seguendo il criterio di cassa, per i seguenti soggetti:

  • i titolari dell’immobile
  • i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni
  • gli inquilini
  • coloro che hanno l’immobile in comodato
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • Per usufruire dell’EcoBonus è obbligatorio, entro 90 giorni dalla fine lavori, fare una trasmissione per via telematica tramite il portale ENEA dedicato (https://detrazionifiscali.enea.it/), senza la quale si potrebbero perdere i benefici fiscali.

    L’unità immobiliare deve essere esistente, ossia accatastata o con richiesta di accatastamento in corso e dotato di un impianto termico. L’EcoBonus NON si applica agli ampliamenti e gli interventi impiantistici devono configurarsi come sostituzione e non come nuova installazione.

    La detrazione può essere applicata sia sull’IRPEF che sull’IRES ampliando i soggetti interessati, mentre le percentuali cambiano a seconda del tipo di intervento e se la riqualificazione è effettuata su scala condominiale o solo su parti private.

    I documenti necessari cambiano a seconda del tipo di intervento: molto spesso è richiesto l’APE come per l’isolamento dell’abitazione e, nel caso di interventi di coibentazione condominiale, sono richiesti gli APE dell’intero condominio (ante e post), nonché gli APE di ogni singola unità immobiliare.

    Per quali interventi?

    Su parti private gli interventi e le percentuali di detrazione sono:

    Tabella interventi parti private

    L’agevolazione, a differenza del Bonus Casa, viene calcolata come limite massimo di detrazione e non come limite massimo di spesa. Ciò significa che se ho un limite massimo di detrazione al 65% di 100 000 euro, la spesa che posso sostenere per l’EcoBonus è fino a 153 846 euro. Il limite massimo viene calcolato sempre ad unità immobiliare.

    Nel caso di interventi condominiali le percentuali e i massimali sono:

    Tabella interventi parti comuni

    Per le detrazioni su parti condominiali di involucro, il limite massimo torna ad essere, come per il Bonus Casa, sulla spesa sostenuta.

    SismaBonus

    L’agevolazione fiscale per interventi antisismici può essere applicata all’IRPEF e all’IRES, su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili ed è possibile applicare la cessione del credito.

    La detrazione prevista, prima dell'introduzione del decreto rilancio, era del 50%, calcolata su un limite massimo di spesa di 96.000€ per unità immobiliare, e andava ripartita in 5 quote annuali. Se l’intervento riduceva il rischio sismico di una classe la detrazione era pari al 70%, se lo riduceva di due o più classi la detrazione arrivava all’80%.

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Bonus Facciate

    Il Bonus Facciate era uno sgravio fiscale che consentiva di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 e nel 2021 senza un limite massimo di spesa. La detrazione andava ripartita in 10 quote annuali. Per averne diritto era necessario realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale.

    Condizione importante è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

    In particolare, la detrazione spettava per gli interventi:

    • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata

    • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura e i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici

    • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

    Erano escluse le spese effettuate per:

    • interventi sulle superfici di chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

    • interventi di sostituzione di vetrate, infissi, portoni e cancelli.

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Bonus Casa

    Con il Bonus Casa si ha la possibilità di usufruire delle seguenti agevolazioni:

    • Detrazione IRPEF pari al 50% delle spese per i lavori di ristrutturazione
    • Limite massimo di 96 000 € per unità immobiliare

    Per limite massimo si intende l’importo massimo di spesa, ovvero il costo dell’intervento. Questo limite è per ogni unità immobiliare, quindi se parliamo di parti condominiali il limite massimo deve essere moltiplicato per tutte le unità oggetto di detrazione.

    L’agevolazione spetta, secondo il criterio di cassa (pagate nell’anno), a chi ne sostiene le spese e in particolare:

    • proprietari o nudi proprietari
    • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
    • locatari o comodatari
    • soci di cooperative divise e indivise
    • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
    • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir
    • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
    • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
    • il componente dell’unione civile (anche dello stesso sesso)
    • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

    Per quali interventi?

    Il Bonus Casa cambia se parliamo di lavori condominiali o lavori su parti private:

    • Manutenzione ordinaria (lavori condominiali)
    • Manutenzione straordinaria (lavori condominiali + privati)
    • Restauro e risanamento conservativo (lavori condominiali + privati)
    • Ristrutturazione edilizia (lavori condominiali + privati)

    A differenza quindi di quanto spesso si pensi, nel caso di lavori di privati, non è così immediato rientrare nel Bonus Casa. Bisogna fare attenzione se in realtà il lavoro si configura come una manutenzione straordinaria, aspetto non sempre chiaro e a volte oggetto di interpretazioni. Molto spesso deve essere associata alla detrazione anche una pratica edilizia, ma esistono casi particolari in cui non è necessaria. Un esempio di manutenzione straordinaria senza pratica edilizia per accedere al Bonus, ribadito dalla Circolare 11/E/2014 dall’Agenzia delle Entrate, è nel caso di lavori effettuati sugli impianti per ottenere un risparmio di energia e che rispondono al criterio di innovazione.

    Rientrano quindi nel Bonus gli interventi di sostituzione della caldaia con una più efficiente o di un condizionatore split. Chi usufruisce del Bonus Casa inoltre, può far rientrare le spese di arredo nel Bonus Mobili con una detrazione sempre al 50% e un limite massimo di spesa di:

    • 10 000 € ad unità immobiliare per le spese sostenute nel 2022
    • 8 000 € ad unità immobiliare per le spese sostenute nel 2023
    • 5 000 € ad unità immobiliare per le spese sostenute nel 2024

    Per ulteriori informazioni sul Bonus Mobili qui trovate una comoda guida dell'Agenzia delle Entrate con riportato un elenco degli acquisti agevolabili e altre informazioni.

    Il Bonus Casa si può applicare unicamente ad unità immobiliari con destinazione d’uso di tipo residenziale.

    Ricordiamo che per accedere al Bonus Casa, nel caso di interventi di efficientamento energetico, è obbligatoria la trasmissione dei dati sul sito dell’ENEA. Sebbene la trasmissione sia obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori, la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019, afferma che la mancata trasmissione all’ENEA per il Bonus Casa nei tempi previsti non pregiudica l’ottenimento della detrazione e non si va incontro a sanzioni. L’adempimento dovrà essere comunque regolarizzato anche se tardivamente. Per l’EcoBonus la trasmissione entro 90 giorni è invece tassativa e la comunicazione tardiva richiede il pagamento di una sanzione e, se fatta troppo tardi, può pregiudicare l’ottenimento del bonus.

    Trovate di seguito una guida rapida per la trasmissione e con gli interventi che rientrano in questa casistica: Guida Rapida ENEA Bonus Casa e Risparmio Energetico.

    Per ulteriori approfondimenti sul Bonus Casa invece, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Cessione del credito

    La cessione del credito è una procedura fiscale che permette di cedere il credito derivante dalle detrazioni, introdotta inizialmente per agevolare le persone incapienti che non avrebbero potuto beneficiare degli sgravi fiscali.

    Con l'introduzione dell'EcoBonus e del SismaBonus ed ora con il DL Rilancio è stata estesa questa facoltà di cessione a tutte le persone che effettuano gli interventi.

    l'Art.128-ter del DL Rilancio inerente la "Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito di imposta cedibile" riguarda tutti i soggetti che sostengono spese per:

  • Recupero del patrimonio edilizio (Bonus Casa)
  • Efficienza energetica (EcoBonus)
  • Miglioramento sismico (SismaBonus)
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine di ricarica di auto elettriche
  • Invece di utilizzare direttamente il credito d'imposta il beneficiario può optare in alternativa:

  • ricevere uno sconto sul corrispettivo dovuto (100% della spesa nel caso del SUperbonus 110)
  • ricevere il credito di imposta pagando l'intervento e poi cederlo successivamente a terzi, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari
  • Nel caso in cui venga accertata la mancanza dei requisiti di accesso alle detrazioni ed alla loro cessione l'Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione, oltre agli interessi, nei confronti dei soggetti beneficiari della detrazione.

    Con il DL 11/2023, in gazzetta dal 16 febbraio 2023, dalla data di entrata in vigore del decreto (17 febbraio 2023) non è più possibile l'opzione di cessione del credito e sconto in fattura se non nei seguenti casi:

    • Se risulta già presentata la CILAS
    • In presenza di relativa delibera assembleare con approvazione dei lavori (nel caso di interventi su condomini
    • Interventi di demolizione e ricostruzione di edifici con la presenza del titolo abilitativo già presentato.

    Con il DL 11/2023 inoltre non è più concessa la cessione del credito alle pubbliche amministrazioni

    Per maggiori informazioni non esitate a contattarci

    di e del 15/05/2020 ultimo aggiornamento del 27/02/2023

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