Bonus, agevolazioni e incentivi per ristrutturazione e riqualificazione energetica

Oggi esistono numerosi Bonus fiscali per la ristrutturazione o riqualificazione energetica di un immobile. Quale Bonus è possibile utilizzare dipende da vari fattori come chi può usufruirne e la tipologia dei lavori effettuati. Per ogni intervento è possibile accedere a una sola di queste misure, ma possono essere abbinate tra loro se destinate a diversi interventi di una ristrutturazione più complessa. In questi casi conoscere bene i requisiti per ottenerli e scegliere quello giusto può comportare risparmi considerevoli. Tra i vari incentivi cambiano le percentuali detraibili, i tetti massimi di spesa e la possibilità o no di servirsi della cessione del credito.

ARTICOLO AGGIORNATO SECONDO DL RILANCIO

I principali incentivi fiscali attualmente presenti sono:

  • EcoBonus 110% - decreto Rilancio
  • EcoBonus
  • SismaBonus
  • Bonus Facciate
  • Bonus Casa
  • Cessione del credito

Per ulteriori informazioni relative ai possibili interventi di riqualificazione energetica sul proprio immobile e/o condominio, clicca qui.

EcoBonus 110% - DL Rilancio

Il decreto Rilancio introduce la super agevolazione EcoBonus 110% da detrarre in 5 quote annuali per tre tipologie di intervento principale:

  • Isolamento termico
  • Sostituzione impianto centralizzato nei condomini
  • Sostituzione impianto in edicio unifamiliare adibito ad abitazione principale
Tabella interventi Ecobonus DL Rilancio

L'applicazione di uno o più di questi interventi appena esposti insieme con l'eventuale impianto fotovoltaico ed accumulo devono concorrere a migliorare la prestazione energetica dell'edificio di almeno due classi energetiche. Tale miglioramento deve essere dimostrato mediante l'attestato di prestazione energetica A.P.E.

L'incentivo è previsto per le persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni sulle spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Le spese devono riferirsi ad edifici condominiali o unifamiliari adibiti ad abitazione principale.

Fotovoltaico

Con le novità introdotte dal DL Rilancio anche gli impianti fotovoltaici ed i relativi sistemi di accumulo sono incentivati con l'aliquota del 110%. Tale agevolazione è concessa soltanto se eseguita in abbinamento con uno dei tre interventi previsti nel DL Rilancio. Inoltre tale agevolazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia elettrica non autoconsumata. Tale intervento concorre all'ottenimento di un indice di prestazione energetica migliore e di conseguenza di migliorare la classe energetica.

Colonnine di ricarica auto elettriche

Come per il fotovoltaico il DL Rilancio estende l'aliquota del 110% anche all'installazione delle colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli. Tale agevolazione è concessa soltanto se eseguita in abbinamento con uno dei tre interventi previsti nel DL Rilancio. Inoltre tale agevolazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia elettrica non autoconsumata.

L'aliquota del superbonus 110% viene applicata anche a tutti gli interventi EcoBonus riportati sotto quando vengono effettuati contestualmente ad uno dei tre principali EcoBonus 110% decreto Rilancio

EcoBonus

L’EcoBonus è rivolto a chi sostiene le spese per interventi di riqualificazione energetica, seguendo il criterio di cassa, per i seguenti soggetti:

  • i titolari dell’immobile
  • i condòmini, per gli interventi sulle parti comuni
  • gli inquilini
  • coloro che hanno l’immobile in comodato
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • Per usufruire dell’EcoBonus è obbligatorio, entro 90 giorni dalla fine lavori, fare una trasmissione per via telematica tramite il portale ENEA dedicato (https://detrazionifiscali.enea.it/), senza la quale si potrebbero perdere i benefici fiscali.

    L’unità immobiliare deve essere esistente, ossia accatastata o con richiesta di accatastamento in corso e dotato di un impianto termico. L’EcoBonus NON si applica agli ampliamenti e gli interventi impiantistici devono configurarsi come sostituzione e non come nuova installazione.

    La detrazione può essere applicata sia sull’IRPEF che sull’IRES ampliando i soggetti interessati, mentre le percentuali cambiano a seconda del tipo di intervento e se la riqualificazione è effettuata su scala condominiale o solo su parti private.

    I documenti necessari cambiano a seconda del tipo di intervento, molto spesso è richiesto l’APE come per l’isolamento dell’abitazione e, nel caso di interventi di coibentazione condominiale sono richiesti gli APE dell’intero condominio (ante e post), nonché gli APE di ogni singola unità immobiliare.

    Per quali interventi?

    Su parti private gli interventi e le percentuali di detrazione sono:

    Tabella interventi parti private

    L’agevolazione, a differenza del Bonus Casa, viene calcolata come limite massimo di detrazione e non come limite massimo di spesa. Ciò significa che se ho un limite massimo di detrazione al 65% di 100 000 euro, la spesa che posso sostenere per l’EcoBonus è fino a 153 846 euro. Il limite massimo viene calcolato sempre ad unità immobiliare.

    Nel caso di interventi condominiali le percentuali sono:

    Tabella interventi parti comuni

    Per le detrazioni su parti condominiali di involucro, il limite massimo torna ad essere, come per il Bonus Casa, sulla spesa sostenuta.

    La riqualificazione condominiale diventa quella da prediligere già con le aliquote inserite nella legge di bilancio 2020.

    SismaBonus 110%

    L’agevolazione fiscale per interventi antisismici può essere applicata all’IRPEF e all’IRES, su edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili ed è possibile applicare la cessione del credito.

    La detrazione prevista, prima dell'introduzione del decreto rilancio, era del 50%, calcolata su un limite massimo di spesa di 96.000€ per unità immobiliare, e andava ripartita in 5 quote annuali. Se l’intervento riduceva il rischio sismico di una classe la detrazione era pari al 70%, se lo riduceva di due o più classi la detrazione arrivava all’80%.

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Con il decreto Rilancio l'agevolazione SismaBonus sale al 110% da detrarre in 5 quote annuali sempre per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.

    Bonus Facciate

    Il Bonus Facciate è il nuovo sgravio fiscale che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali. Per averne diritto è necessario realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale.

    Condizione importante è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

    In particolare, la detrazione spetta per gli interventi:

    • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata

    • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura e i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici

    • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

    Sopra al 10% della superficie lorda disperdente d’intervento (non per la sola tinteggiatura o pulitura), per usufruire delle detrazioni al 90% è necessario isolare la muratura esterna e soddisfare i requisiti in tema di risparmio energetico.

    Con il Bonus Facciate, le spese per il cappotto termico potrebbero rientrare nella detrazione del 90% senza limiti di spese. Tale agevolazione è però esclusa per opere di coibentazione differenti e che non insistono sull’esterno della facciata, quale ad esempio l’insufflaggio.

    Sono escluse le spese effettuate per:

    interventi sulle superfici di chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

    interventi di sostituzione di vetrate, infissi, portoni e cancelli.

    A differenza delle altre detrazioni, non era consentito cedere il credito né richiedere lo sconto in fattura al fornitore che esegue gli interventi. Con il DL Rilancio la cessione del credito è possibile anche per questi interventi

    Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Bonus Casa

    Con il Bonus Casa si ha la possibilità di usufruire delle seguenti agevolazioni:

    • Detrazione IRPEF pari al 50% delle spese per i lavori di ristrutturazione
    • Limite massimo di 96 000 € per unità immobiliare

    La legge di bilancio del 2020 ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 tale aliquota. Per limite massimo si intende l’importo massimo di spesa, ovvero il costo dell’intervento. Questo limite è per ogni unità immobiliare, quindi se parliamo di parti condominiali il limite massimo deve essere moltiplicato per tutte le unità oggetto di detrazione.

    L’agevolazione spetta, secondo il criterio di cassa (pagate nell’anno), a chi ne sostiene le spese e in particolare:

    • proprietari o nudi proprietari
    • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
    • locatari o comodatari
    • soci di cooperative divise e indivise
    • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
    • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir
    • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
    • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
    • il componente dell’unione civile (anche dello stesso sesso)
    • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

    Per quali interventi?

    Il Bonus Casa cambia se parliamo di lavori condominiali o lavori su parti private:

    • Manutenzione ordinaria (lavori condominiali)
    • Manutenzione straordinaria (lavori condominiali + privati)
    • Restauro e risanamento conservativo (lavori condominiali + privati)
    • Ristrutturazione edilizia (lavori condominiali + privati)

    A differenza quindi di quanto spesso si pensi, nel caso di lavori di privati, non è così immediato rientrare nel Bonus Casa. Bisogna fare attenzione se in realtà il lavoro si configura come una manutenzione ordinaria, aspetto non sempre chiaro e a volte oggetto di interpretazioni. Molto spesso deve essere associata alla detrazione anche una pratica edilizia, ma esistono casi particolari in cui non è necessaria. Un esempio di manutenzione straordinaria senza pratica edilizia per accedere al Bonus, ribadito dalla Circolare 11/E/2014 dall’Agenzia delle Entrate, è nel caso di lavori effettuati sugli impianti per ottenere un risparmio di energia e che rispondono al criterio di innovazione.

    Rientrano quindi nel Bonus gli interventi di sostituzione della caldaia con una più efficiente o l’installazione di un condizionatore a pompa di calore. Chi usufruisce del Bonus Casa inoltre, può far rientrare le spese di arredo nel Bonus Mobili con una detrazione sempre al 50% e un limite massimo di spesa di 10 000 € ad unità immobiliare.

    Il Bonus Casa si può applicare unicamente ad unità immobiliari con destinazione d’uso di tipo residenziale.

    Ricordiamo che per accedere al Bonus Casa, nel caso di interventi di efficientamento energetico, è obbligatoria la trasmissione dei dati sul sito dell’ENEA. Sebbene la trasmissione sia obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori, la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019, afferma che la mancata trasmissione all’ENEA per il Bonus Casa nei tempi previsti non pregiudica l’ottenimento della detrazione e non si va incontro a sanzioni. L’adempimento dovrà essere comunque regolarizzato anche se tardivamente. Per l’EcoBonus la trasmissione entro 90 giorni è invece tassativa e la comunicazione tardiva richiede il pagamento di una sanzione e, se fatta troppo tardi, può pregiudicare l’ottenimento del bonus.

    Trovate di seguito una guida rapida per la trasmissione e con gli interventi che rientrano in questa casistica: Guida Rapida ENEA Bonus Casa e Risparmio Energetico

    Per ulteriori approfondimenti sul Bonus Casa invece, è possibile consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Con il DL Rilancio sarà possibile applicare la cessione del credito di imposta anche al Bonus Casa

    Cessione del credito

    La cessione del credito è una procedura fiscale che permette di cedere il credito derivante dalle detrazioni, introdotta inizialmente per agevolare le persone incapienti che non avrebbero potuto beneficiare degli sgravi fiscali.

    Con l'introduzione dell'EcoBonus e del SismaBonus ed ora con il DL Rilancio è stata estesa questa facoltà di cessione a tutte le persone che effettuano gli interventi.

    l'Art.128-ter del DL Rilancio inerente la "Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito di imposta cedibile" riguarda tutti i soggetti che sostengono negli anni 2020 e 2021 spese per:

  • Recupero del patrimonio edilizio (Bonus Casa)
  • Efficienza energetica (EcoBonus)
  • Miglioramento sismico (SismaBonus)
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine di ricarica di auto elettriche
  • Invece di utilizzare direttamente il credito d'imposta il beneficiario può optare in alternativa:

    ricevere uno sconto sul corrispettivo dovuto, di pari ammontare alla spesa (100% della spesa nel caso di applicazione del DL Rilancio), dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da questo recuperato sotto forma di credito di imposta (110% della spesa) con facoltà di successiva cessione a terzi, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari

    ricevere il credito di imposta (110% della spesa) e poi cederlo successivamente a terzi, compresi istituti di credito o altri intermediari finanziari

    Nel caso in cui venga accertata la mancanza dei requisiti di accesso alle detrazioni ed alla loro cessione l'Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione, oltre agli interessi, nei confronti dei soggetti beneficiari della detrazione. E' quidi fondamentale affidarsi a professionisti capaci di gestire l'intervento per limitare al massimo questo rischio.

    Per maggiori informazioni non esitate a contattarci

    di e del 15/05/2020 ultimo aggiornamento del 17/05/2020

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